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Nuova privacy di Google: minaccia o servizi in più?

01 Mar Google | Comments
Nuova privacy di Google: minaccia o servizi in più?
 

Da oggi, 1 marzo 2012, entrano in vigore le nuove regole di Google per la privacy. Il nuovo progetto ha come obiettivo quello di riunire in un’unica soluzione tutte le varie policy sulla privacy pubblicate negli anni da Google, per l’impiego di ciascuno dei suoi 70 servizi online.

privacy

Secondo la visione del CNIL (autorità francese che si occupa di tutela della privacy) , la policy presentata da Google non rispetterebbe però “i requisiti contenuti nella direttiva europea sulla protezione dei dati”. Stando al CNIL infatti, per l’utente medio sarebbe praticamente impossibile comprendere il nuovo impianto e il modo in cui i dati vengono raccolti.

Peter Fleischer, responsabile delle politiche adottate da Google in materia di privacy, afferma però che la nuova politica sulla privacy  “rispetta tutti i principi e le normative europee sulla tutela dei dati personali”. La richiesta avanzata dal CNIL non è quindi stata accolta e perciò in data odierna Google metterà in atto il suo nuovo progetto.

Ma vediamo nello specifico in cosa consiste.

 

Dalla parte degli utenti

Google s’impossesserà ancor di più dei dati degli utenti. Ma come? La cronologia dell’utente e tutti i dati che lo riguardano (ricerche, elenchi dei contatti, cronologia della navigazione e così via) saranno uniti fra loro.

È necessario perciò fare mente locale sui servizi Google che si utilizzano e che si sono usati in passato. Tra di essi possono esserci, il motore di ricerca vero e proprio, Gmail, YouTube, Chrome, Blogger, Picasa, Google Plus, Google Voice, Analytics, Docs, Maps, Music, Groups, Books, Wallet, Reader, Latitude e Feedburner

Per verificare con esattezza quali dati, legati alla propria identità, sono conservati da Google, è possibile fare riferimento alla “Dashboard”, un pannello di controllo per vedere le informazioni personali collegate con servizi come per esempio, la lista delle ricerche effettuate utilizzando il motore di ricerca. Per accedere alla Dashboard, è necessario effettuare il login con le proprie credenziali.

Bisogna dire però che i dati conservati da Google sono associati a una specifica persona e perciò a un determinato indirizzo e-mail solo se lo stesso utente, che possiede l’account, risulta “loggato”: ecco perché i più “smaliziati” effettuano il login solo quando strettamente necessario.
Chi volesse interrompere la memorizzazione delle informazioni sulle ricerche di Google, può cliccare sull’apposito pulsante. Oppure può eliminare singoli elementi o tutte le informazioni registrate sui server dell’azienda.

Lo stesso si può fare con YouTube rimuovendo l’intera cronologia. Dalla “Dashboard” basta cliccare su Gestisci impostazioni sulla privacy, in corrispondenza della voce YouTube, selezionare Gestione video nella barra degli strumenti, su Pause viewing history quindi su Cancella tutta la cronologia visualizzazioni. Da “Cronologia delle ricerche”, si potrà fare clic su Sospendi cronologia delle ricerche e su Cancella tutta la cronologia delle ricerche.

 

Ma quindi le nuove impostazioni di Google saranno davvero una minaccia oppure un servizio in più per gli utenti?

A difesa di Google bisogna dire che d’ora in avanti sarà possibile un’integrazione in tempo reale per migliorare i risultati delle ricerche su internet e sviluppare progetti innovativi.

 

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