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WineAmore: l’impronta digitale del vino

Sergio Cocco di WineAmoreCondividendo la comune passione per la tecnologia e l’innovazione digitale, BUZZola ha avuto il piacere di fare una chiaccherata con Sergio Cocco, uno dei co-fondatori di Wineamore, (gli altri sono Stefano Boscardin, Carlo Faranda e Tamas Szepvolgyi).

WineAmore è una start-up con sede nell’ Incubatore d’impresa di Bergamo, fondata da soci che, oltre ad essere appassionati di vino, vantano una notevole esperienza nelle nuove tecnologie.

Sergio è un ingegnere con alle spalle un MBA ICT al Politecnico di Milano ed esperienze aziendali nel Marketing, Controllo di Gestione e Project Management di prodotti digitali.

Il progetto nasce nell’autunno del 2010 quando il successo dei nuovi dispositivi chiamati Tablet, primo fra tutti l’iPad, ha stimolato in Stefano e Sergio l’idea di sviluppare un’applicazione (la demo gratuita è scaricabile da iTunes) rivolta ai ristoranti per sostituire la classica lista dei vini cartacea con una lista dei vini su iPad: una lista multimediale, facilmente convertibile in diverse lingue, dove la presentazione dei vini è valorizzata da contenuti, immagini e informazioni aggiuntive.

Il ristoratore può aggiornare la lista in modo semplice, fornire ai clienti una nuova esperienza di scelta del vino, consigliare al meglio gli abbinamenti ai piatti del giorno. L’applicazione è personalizzabile secondo le esigenze del ristorante e non richiede competenze tecniche perchè il team di Wineamore imposta l’applicazione e le pagine con il logo ed i colori del ristorante in maniera veloce.

Sergio ci ha raccontato che inizialmente i loro clienti erano i ristoranti di un certo livello, ma offrendo il servizio ad un prezzo basato sul numero di vini, si sono ritrovati con clienti di tutti i livelli: enoteche con più di mille vini diversi e ristoranti di medio alto livello, ma anche locali con solo una settantina di qualità. Wineamore rappresenta anche un’opportunità di comunicazione per i produttori di vino, che hanno la possibilità di raggiungere l’utente finale con informazioni sui propri vini.

Attualmente il progetto è in una fase di lancio commerciale, l’obiettivo è quello di creare una rete di vendita sul territorio definendo accordi con importanti realtà del settore per facilitare la loro presenza sul mercato, in Italia e soprattutto all’estero.

Secondo Sergio, i Paesi Esteri sono più predisposti dell’Italia a recepire questo tipo di innovazione. Si tratta di un vero e proprio “salto culturale”, ma è un passaggio che, prima o poi, tutti dovranno fare. E conclude la nostra chiaccherata citando una frase di Negroponte nel lontano 1995: «The change from atoms to bits is irrevocable and unstoppable».

L’idea comune è che in Italia, e nella realtà bergamasca, ingredienti, modelli e persone in grado di dare impulso al mondo della tecnologia ci siano; ma occorre cambiare il modo di pensare, agire a livello culturale per invitare gli italiani e gli stessi imprenditori a “digitalizzarsi”. La rivoluzione digitale è un’ottima occasione per dare risalto alle nostre doti di creatività e per creare nuove opportunità di business.

Il futuro digitale dell’Italia è nelle mani delle piccole e medie imprese innovative, delle start up come Wineamore nate da un’idea creativa e ancora, nelle mani dei professionisti del mondo digitale, quelli che, come il team di BUZZola, hanno davvero compreso la portata e l’importanza di questa rivoluzione.

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